Fort du Janus - Fort du Janus - Office de Tourisme de Montgenèvre
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Forte di Giano
Montgenèvre

Fu costruito tra il 1886 e il 1903, sull’omonima cima a 2529 m di altezza. Una struttura sotterranea lunga 900 metri, che prolunga la linea Maginot, è stata aggiunta tra il 1931 e il 1937. Ha il marchio Patrimoine du XXème siècle en région PACA.

Il Forte di Giano è costruito a nord-est della piazza di Briançon, sopra la posizione di Gondran. Questo moderno forte, completamente blindato, è il più alto della piazza e il più avanzato del confine italiano e si compone di due parti, un fortino per la fanteria costruito nel 1887 e una parte sotterranea costruita a partire dal 1898. Una casamatta ad azione frontale fu costruita per affiancare la linea di difesa di Gondran. Era armata con quattro cannoni da 95 mm su un supporto costiero. È l’unica casamatta di questo tipo costruita in Francia.

I confini e le coste della Francia furono fortificati in fasi successive, in base a minacce reali o presunte, alleanze o annessioni territoriali. Al confine con l’Italia, a 2540 m di altitudine, la cresta di Château Jouan nasconde la seconda opera Maginot più alta delle Alpi, dopo il complesso del Col de Restefond.

L’importanza strategica della posizione fu compresa molto presto e alla fine del XVIII secolo vi fu costruita una torre di guardia.
Ma fu un secolo più tardi, nel 1883, che, essendo le prestazioni dell’artiglieria notevolmente migliorate, vi fu installata una batteria di Séré de Rivière all’aperto, dopo la costruzione di una strada dei cannoni dalla cresta di Gondran.
Tra il 1886 e il 1889, sul crinale fu costruito un fortino quadrato con due bastioni e, nel 1889, iniziarono i lavori di scavo di una batteria sotto la roccia di fronte al confine, con quattro cannoni da 95 m/m.
Nel 1891-1892, il fortino fu innalzato di due piani abitabili, creando così una caserma di pace a tre piani, con una cisterna interrata, per 120 uomini.
Dal 1898 al 1906 furono costruite le caserme di guerra sotterranee, con accesso diretto attraverso una porta bassa a sud e una scala dall’alto. L’intera sovrastruttura è circondata da una porta di fanteria continua, con un portale che funge da ingresso principale.

Nel 1926 fu elaborato un progetto preliminare per la costruzione di un forte Maginot ad alta potenza su questa cresta.
Nel 1931, la CORF (Commission d’organisation des régions fortifiées) iniziò a lavorare alla costruzione del forte. Nel 1934, le gallerie delle caserme di guerra non utilizzate o troppo vicine alle caserme Maginot furono riempite. Gli ingressi erano inagibili, così come gli spazi abitativi. Furono mantenute solo la batteria sotto la casamatta con 4 cannoni da 95 m/m obsoleti, che fu ridisegnata e rinforzata, e i bunker per le munizioni. È stata scavata una galleria per collegare la struttura Maginot alla parte Séré de Rivière, una dualità che costituisce la grande originalità del Giano.
I lavori furono interrotti nel luglio 1935, a causa di un incompiuto riavvicinamento tra Francia e Italia (gli accordi di Stresa), per poi riprendere nel 1938-1939, quando l’Italia decise di rivolgersi alla Germania.
Nella sua forma attuale, al momento della dichiarazione di guerra, la Janus era ben lontana dal progetto originale, che prevedeva un armamento imponente.
A causa delle restrizioni di bilancio, la struttura disponeva solo di due mortai da 81 m/m e due cannoni da 75 m/m per l’artiglieria principale, che sparavano parallelamente al confine o in territorio amico, oltre a quattro mitragliatrici Reibel binate e alcune mitragliatrici. La struttura è comunque dotata del sistema di sovrappressione e ventilazione specifico delle opere Maginot, molto confortevole per gli uomini che vivono all’interno.
Nel bel mezzo della battaglia, nel giugno 1940, l’ufficiale al comando della fortezza dovette far rifilare il lato destro delle visiere delle feritoie per poter estendere il fuoco a destra e sostenere la difesa, a nord del Col de Montgenèvre.
La Janus fu una delle poche opere del settore ad essere messa alla prova del fuoco nel giugno 1940. Fu preso di mira dai 149 metri del vicino forte italiano di Chaberton, che lo sovrastava di quasi 600 metri. Una campana del GFM porta ancora il segno di rimbalzo di una granata italiana.
È a queste campane di osservazione che deve la sua maggiore fama: una di esse ospitò un ufficiale che partecipò alle osservazioni di artiglieria e alla regolazione del fuoco della 280ª batteria del 154° RAP che, al comando del tenente Miguet, mise a tacere lo Chaberton.

Il Giano è oggi di proprietà del comune di Monginevro, che lo ha recentemente acquistato. È in corso uno studio per mettere in sicurezza la struttura al fine di aprirla ai visitatori in un prossimo futuro.
Protetta da saccheggi e vandalismi grazie alla vicina presenza della postazione militare di Gondrans, tuttora in funzione, la struttura di Giano è ancora dotata del suo straordinario ponte levatoio, enorme eppure azionato da un solo uomo, della galleria centrale, lunga 345 m, dell’artiglieria principale e del cancello principale, la sua artiglieria principale, la sua « fabbrica » completa di produzione di energia elettrica e una parte importante del suo equipaggiamento abitativo, è in buone condizioni e la sua visita sarà di grande interesse per capire quale fosse la vita dell’equipaggio di un forte d’alta quota più di 60 anni fa.

Fonte: Jean-Pierre Garnier, Associazione per il patrimonio fortificato del Briançonnais

Tariffe
Accesso libero.
Date
Tutto l’anno, ogni giorno.
Vertice di Chateau Juan
05100 Montgenèvre
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